Prosegue la fase meteo dominata dalle perturbazioni di origine atlantica. Da oltre un mese si è instaurato sull’Europa un persistente pattern oceanico, che non lascia spazio alle irruzioni di aria fredda e, di conseguenza, alla vera stagione invernale.
Al Sud — ma più in generale su tutta l’Italia — stiamo vivendo una sorta di “inverno autunnale”: piogge frequenti, elevata umidità, correnti occidentali costanti, con la neve relegata alle alte quote montane.
Dopo una settimana trascorsa tra piogge, brevi schiarite e venti meridionali, anche il weekend propone lo stesso copione: l’ennesimo affondo atlantico scaverà un profondo minimo di bassa pressione (fino a 988hpa) sul Tirreno, destinato ad interessare anche Puglia e Basilicata nei prossimi due giorni, riportando condizioni di marcata instabilità.
Sabato 14 febbraio
La giornata si aprirà con una mattinata nuvolosa ma inizialmente asciutta. Tuttavia, con il passare delle ore, le nubi diventeranno sempre più compatte e minacciose. Sono attese piogge anche intense sui settori centro-settentrionali della Puglia — foggiano, BAT e barese — oltre che su gran parte della Basilicata.
Nel pomeriggio le precipitazioni si estenderanno al tarantino e al Salento, mentre altrove si farà strada un lento e graduale miglioramento. In serata sono previsti gli ultimi fenomeni sul leccese adriatico. La ventilazione, inizialmente forte di scirocco, ruoterà da ovest subito dopo il passaggio del fronte.

Domenica 15 febbraio
Ci attende il consueto valzer delle correnti, con venti in rotazione da libeccio a maestrale e nuovo ingresso di nubi dal mare Adriatico. Al mattino sono previste piogge intense sul Gargano, in sconfinamento verso la costa barese e il primo entroterra. Successivamente le precipitazioni interesseranno gran parte di Puglia e Basilicata, ma con intensità generalmente debole. Sui monti lucani torneranno le nevicate oltre i 1200 metri.
Nel pomeriggio e soprattutto in serata, il maestrale spazzerà via la nuvolosità residua, riportando cieli poco nuvolosi o sereni. Le temperature subiranno una sensibile diminuzione, più marcata dopo il tramonto.

A cura di Michele Ceglia

