Lom.Auto Altamura
martedì 4 Ottobre 2022

Il vino fa bene: fino a due calici in un pasto completo

Il vino è il principe della tavola, specialmente in queste giornate rigide di tramontana. In moderate quantità è protettore della salute del nostro sistema cardiovascolare, come dimostrato dallo studio del cosiddetto “paradosso francese”.

Infatti in Francia, nonostante si consumino formaggi e altri cibi calorici e ricchi di grassi saturi (carni, uova, burro), la mortalità cardiovascolare è più bassa, grazie all’abituale consumo di vini di alta qualità. I primi ad imbottigliare ed etichettare i vini sono stati i francesi, poi dal 1970 noi italiani abbiamo seguito l’esempio dal Piemonte, dal Trentino alla Sicilia.

È stato un susseguirsi di valorizzazioni geografiche protette. Uno dei primi vini imbottigliati ed etichettati negli anni ’70 dalle nostre parti, ad opera della famiglia Moramarco (Cumba’ Donatine e cumba’ Coline) mediante la cantina sociale di Gravina, fu la famigerata verdeca. E così l’erbaceo, l’adorno, il salice salentino, il negroamaro, il manduria e l’aglianico e il nero di troia, i siciliani corvo di salaparuta e il nero d’avola, ecc.. tutti vini mediterrranei.

“Uagnedde annnusce u mirre”, diceva il capofamiglia alla consorte al ritorno dai lavori di campagna. E si mangiava la cialledde, la verdura col pane o u pueine cuette, un pezzo di pecorino e azzeccava il primitivo corposo a tingiabicchiere.

Il resveratrolo, i tannini, i bioflavonoidi, i polifenoli contenuti nel vino rosso, con le moderate percentuali di alcool, conferiscono al vino proprietà difensive nei confronti del cuore e delle arterie. Infatti le LDL ossidate delle placche aterosclerotiche, causa di eventi trombotici ed emorragici, vengono stabilizzati dagli antiossidanti contenuti nelle sostanze contenute nel vino. Le arterie e le arteriole si dilatano per azione dell’alcool e il flusso ematico nel letto circolatorio diviene più regolare (laminare), più fluido come vuole la triade del grande Fisiologo Virchow (parete, viscosità e velocità).

Non eccedere è una regola importante, consigliati fino a due calici di vino rosso in un pasto completo. Esso favorisce anche il processo di digestione delle carni e dei cibi più grassi in genere.

“Pane e vino, cibo da cavalieri!” sentenziava Don Oronzo e buon appetito.

Articolo del dott. Giovanni Incampo