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martedì 4 Ottobre 2022

Le erbe spontanee della Murgia da portare in tavola

Nella stagione primaverile il verde dell’altopiano delle Murge si estende a perdita d’occhio: dalla ferula alla vrusce (asfodelina gialla), all’ipericum, all’amaruggene (marubbio vulgare) e poi il finocchietto selvatico, il timo, i cardi, gli asparagi, la salvia, il sivone, la mentuccia, ecc. Tutte piante ed erbe spontanee commestibili e portatrici di benefici per la salute, dall’effetto diuretico a quello drenante, epatoprotettore, flebotonico e cardiotonico, antidepressivo, in generale corroborante e di reintegro idrominerale. 

Le cicorielle selvatiche hanno un altro sapore e più ricche di minerali rispetto alle specie coltivate, degustate con un purè di fave sono davvero salutari e gustose arricchite dall’olio extravergine di oliva. Molto diffuso ora l’asfodelo che fiorisce sulle Murge e di buon auspicio per i raccolti come dice il proverbio: “cime la vuzzele, reine a muzzele” (cima l’asfodelo, grano in quantità).

Il giallo delle ferule, il bianco dell’asfodelo, il verde delle erbe spontanee, il rosso dei papaveri, connotano il paesaggio che si prepara nei due mesi a seguire ad ingiallire gradualmente fino alla mietitura. Ai 500mm annui di accumulo di pioggia, i conti non tornano ancora. Si spera in un recupero del mese di maggio e giugno sul territorio murgiano.

A cura di Giovanni Incampo – cardiologo