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giovedì 9 Febbraio 2023

Menù di Natale? Evitiamo sensi di colpa e “stemperiamo” con gli antidoti

Sempre valido l’aforisma della chimica biologica per cui “gli acidi grassi bruciano nella fiamma generata dagli idrati di carbonio”. Nel pool metabolico mitocondriale del ciclo di KREBS, vera centrale energetica della cellula, grassi e zuccheri interagiscono producendo ATP (adenosina trifosfato, energia).

Evitare pertanto sensi di colpa nel degustare gli ottimi dolci della tradizione natalizia, come cartellate al vincotto, al miele, panettoni, pandori, rafaioli, torroni, struffoli, ecc. Inoltre, i grassi introdotti nelle cene e pranzi di Natale, trovano nel “dulcis in fundo”, la possibilità di essere metabolizzati al meglio.

Per esempio, le specialità di pesce della vigilia apportano proteine e omega tre, veri facilitatori metabolici e protettori del sistema cardiovascolare, cui si aggiungono le fibre delle verdure crude (ravanelli, finocchi, sedano, rape, cicorie) e dei legumi (su tutti la lenticchia di capodanno).

Pettole e frittura di pesce nell’ottimo olio pugliese sono ben inseriti nei menù di Natale, stemperati appunto dagli immancabili antidoti vegetali. L’accostamento dei cibi nelle festività tramandato nei secoli, risponde ad un consolidato principio di equilibrio di nutrienti, con elementi innovatori come la frutta esotica molto ricca di vitamine.

A cura del dott. Giovanni Incampo – cardiologo