Lom.Auto Altamura
giovedì 22 Febbraio 2024

Il pistacchio, ottimo alleato per il nostro organismo

Tra la frutta secca, il pistacchio è ai primi posti per le proprietà in difesa della salute: potere antiossidante – antinfiammatorio, ipocolesterolemizzante, ipoglicemizzante, favorisce la perdita di peso, protegge il sistema cardiocircolatorio, migliorando la funzione endoteliale e riducendo la pressione arteriosa nelle cardiopatie ipertensive. È inoltre una buona fonte di calcio. Il pistacchio contribuisce alla salute dei vasi sanguigni, per il contenuto in L arginina – precursore dell’ossido nitrico, vasodilatatore.

Famoso quello di Bronte, DOP dal 2009 e Presidio Slow Food, viene considerato l’oro verde di Sicilia e la sua raccolta avviene una volta ogni due anni sulle sciare dell’Etna. Coltivato oggi anche in Puglia (Spinazzola) e in tutto il bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente e America (secondo produttore mondiale), la pianta del pistacchio è un albero deciduo di medie dimensioni, larga e dall’aspetto cespuglioso, probabilmente originaria delle catene montuose dell’Asia occidentale e dell’Anatolia.

I pistacchi sono composti da circa il 45% di grassi e si tratta principalmente di grassi “buoni come i monoinsaturi (tra cui spicca l’acido oleico, lo stesso dell’olio d’oliva) e i polinsaturi (principalmente l’acido linoleico, della serie Omega-6). Oltre ai grassi i pistacchi sono rappresentati dal 20% di proteine e dal 27% di carboidrati, sono inoltre un’ottima fonte di fibre (10,6 gr/100 gr). Le calorie dei pistacchi sono circa 560 ogni 100 gr di parte edibile. Tra i minerali, i più presenti sono il potassio, il fosforo, il magnesio e il calcio, mentre le vitamine sono il γ-tocoferolo (vitamina E), la vitamina C e la vitamina B6.

Oggi si utilizzano sotto forma di granella e crema in ristorazioni di qualità riguardanti il dolce e il salato. Consumati al naturale (non salati) in numero dai 14 – 16, i pistacchi rappresentano uno spuntino salutare e corroborante per i benefici multi-organo in ogni stagione.

A cura di Giovanni Incampo – cardiologo