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venerdì 21 Giugno 2024

Si alle pettole di Natale: meno senso di colpa e più movimento

Secondo alcuni etimologi la parola pettole deriva dall’aramaico bethlem: casa del pane. In vernacolo “pettelecchie”. Pronti a degustare nei mesi invernali questa pasta lievitata e fritta in abbondante olio bollente.

Ci riscalda e fornisce energia metabolica, nelle fredde sere d’inverno, al focolare delle nostre case. Contiene vit. B1, B2, B6 e lievito madre, amidi cui si aggiunge l’alta qualità dell’olio pugliese, al primo utilizzo massivo della stagione con il suo contenuto in polifenoli, omega tre e omega sei, vit. D e sali minerali.

Note le varietà delle pettole: semplici, con acciuga, con provola e con sponsali, olive. Ce n’è per tutti i gusti. A Natale non dimentichiamo che il freddo permette di bruciare le calorie attraverso la termoregolazione e l’esercizio fisico nelle ore trascorse all’esterno, tra le atmosfere dei centri storici, riducendo l’impatto sulla salute, di una alimentazione più calorica come prevede la stagione.

Per concludere, meno sensi di colpa di fronte a pettole e panzerotti, pandoro, panettoni e/o cappelletti in brodo, se ci idratiamo adeguatamente e passeggiamo alle basse temperature nelle vie della città per 1-2 ore in media al giorno.

A cura del dott. Giovanni Incampo