Tra i cibi attivatori dei geni della longevità BPIFB4, nella sua variante LAV, troviamo sulla nostra tavola: il sedano, le crucifere con l’indolo tre carbinolo e il sulforafane, ferro e vit. C (cavoli, rape, spinaci, bietole, senapi, cicorie, carciofi, tutte le verdure e i legumi), i semi (noci, mandorle, pistacchi, nocelle), il pomodoro con il licopene, i carotenoidi con la zucca, le carote, il grucciolo, la rapa rossa, tutta la frutta di stagione con il grande contributo di vit. A e C.
Importante l’apporto proteico e di calcio soprattutto dopo i 60 anni, con pesce azzurro (alici, sgombro), l’uovo mangiato almeno 4 volte a settimana, formaggi stagionati, moderate quantità di vino, carni pregiate che combattono condizioni croniche come la sarcopenia, l’osteoporosi e l’anemia.
Il gene della longevità e altri geni in chiave epigenetica, sono attivati da questi cibi, dotati di potere antiinfiammatorio e antiossidante come processi di protezione dalla degenerazione cellulare. Questi geni sono particolarmente diffusi tra i centenari.
A cura di Giovanni Incampo – cardiologo