Superando una mera questione di campanile tra Altamura, Matera, Gravina, Laterza e Santeramo sulla bontà del pane di semola rimacinata di grano duro con lievito madre, prodotto in questa vasta area, va ricordato che già nel I secolo a.C. il poeta latino Orazio scriveva come, lungo la via Appia, tra Venosa e Taranto, il viaggiatore fosse solito fare scorte di un pane particolarmente buono.
Il basso indice glicemico e la presenza di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3 e B6), essenziali per il metabolismo energetico, si uniscono alla fragranza e al gusto, rendendolo un prodotto di fama internazionale.
È eccellente consumato caldo, appena sfornato, ma anche fresco o raffermo, quando viene impiegato in preparazioni contadine come la cialledda e il pancotto, oppure semplicemente bruschettato o arrostito con burro.
Attribuirsi il primato della qualità tra i diversi centri resta una questione di orgoglio locale. Tuttavia, è indubbio che Altamura, grazie alla sua posizione centrale in questo territorio descritto da Orazio, abbia ottenuto il riconoscimento DOC e DOP, a testimonianza delle caratteristiche di un prodotto tramandato da oltre 2000 anni di storia.
A cura di Giovanni Incampo – cardiologo

